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Il proprio passato

La certezza di divenire genitori spinge la coppia verso il futuro, ma -allo stesso tempo- la riporta nei ricordi legati al passato.

Per quanto riguarda l'uomo, in particolare, questo continuo avanzare e indietreggiare attraverso il tempo ha un suo risultato psicologico molto importante: rivisitare la propria infanzia, comprendere il proprio sviluppo e portare a termine cose lasciate in sospeso con la propria famiglia è un percorso necessario per preparare il padre verso il suo nuovo ruolo.

Alcuni autori vedono, in questa fase di passaggio da una situazione diadica a una fase di riadattamento a tre, una vera e propria crisi d'identità, che porta ad un processo di riassestamento globale della personalità attraverso l'emergere di fantasie e di emozioni legate alla propria infanzia e all'esperienza del vissuto filiale.

Questa crisi d'identità si esplica su due fronti:

. Passaggio alla condizione adulta , poiché in una società come la nostra, caratterizzata da un sempre maggior numero di coppie di fatto, il diventare adulti non coincide più con il matrimonio e l'abbandono della casa d'origine, come poteva accadere in passato. In questo contesto, avere un figlio e dunque diventare genitori, coincide con il diventare adulti: accettare il figlio infatti significa accettare di invecchiare e dunque acquisire una visione diversa dello scorrere del tempo, della vita e soprattutto della morte, che veniva precedentemente esorcizzata dalla presenza dei genitori e dei nonni. Con il bambino arriva ed inizia una nuova generazione, la quale succederà al padre e che dunque darà alla vita del padre una nuova valenza.

. Passaggio dalla condizione di figlio a quella di padre , che comporta l'affrontarsi-scontrarsi con i propri genitori sullo stesso campo, quello della genitorialità.

L'interpretazione psicodinamica della paternità vede il neo- padre nuovamente in una posizione triangolare, come era nel rapporto con i propri genitori, posizione nella quale gli altri due poli, questa volta, sono occupati dalla moglie e dal bambino.

Il padre, attraverso l'arrivo del figlio, ri- sperimenta la propria nascita e infanzia, normali regressioni che deve operare in vista di una reale "comprensione" del figlio e dei suoi bisogni. Nell'uomo si verifica un doppio processo di identificazione: da una parte egli si identifica con il bambino, rivivendo in lui le proprie esperienze dell'infanzia, dall'altro, divenendo padre del bambino, viene a prendere il posto di suo padre: diventare padre significa anche diventare il proprio padre. Inoltre, avere la possibilità di crescere un figlio offre l'occasione di fare meglio del proprio padre.

Sono molti i neo papà che raccontano di essere andati incontro a un rinnovato desiderio di riscoprire il proprio genitore. Altri invece, ancora rinchiusi in vecchi risentimenti, divengono critici soprattutto per quanto riguarda problemi legati alla lontananza, alla scarsa sensibilità e all'apparente mancanza di affetto. Ma non emergono solo sentimenti negativi poiché vengono in superficie anche ricordi di momenti piacevoli. Al termine della gravidanza accade spesso che un uomo acquisisca un nuovo tipo di rapporto con il proprio genitore e divenga più disponibile a perdonarne gli errori.

Anche il rapporto dell'uomo con la propria madre non è esente da cambiamenti. Un papà in attesa dà molta importanza alla donna che gli ha dato la vita e a ciò che ha ricevuto da lei.

Pertanto, nella sua mente potrebbero riaffiorare ricordi legati all'amore ricevuto o non ricevuto da parte della madre, oppure potrebbe rievocare momenti di tensione tra i suoi genitori. Potrebbe chiedersi come è stata la sua nascita, cosa provava sua madre in quel momento e come la sua presenza abbia influenzato il rapporto tra suo padre e sua madre.

Dott.ssa Silvia Dossi


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