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Ecco, arriva!

La nascita è la manifestazione dell'amore.

Paul Brenner

All'interno dell'indagine Istat GRAVIDANZA e PARTO: una nuova coscienza femminile, un nuovo protagonismo maschile (aprile 2001) si può leggere:

Per quanto riguarda il sostegno e la presenza di famigliari o amici al momento del parto, [...] emerge una consistente presenza del padre del bambino accano alla sua compagna; nel 59,5% dei casi il padre è stato più vicino alla donna nel momento del parto. [..] il padre è vicino nella quasi totalità dei casi nel Nord- Ovest (81,7%), nel 77,3% dei casi nel Nord- Est, nel 62,2% al Centro, nel 31,5% al Sud e nel 51,5% nelle isole ..

Facendo una media dei risultati ottenuti, in Italia il padre è normalmente presente nel corso del travaglio in circa il 60% dei casi, e si colloca al primo posto tra le presenze di persone amiche o conoscenti della donna in sala parto.

Una partecipazione molto importante quindi, ricercata dalle donne, come rivela un'indagine attuata dalla rivista divulgativa Donna & Mamma , rivolta alle madri che avevano appena partorito. Cito dalla rivista:

Chi vorrebbero avere accanto le donne, durante il travaglio e il parto? Il partner, ovviamente, e in tutte le zone geografiche .

L'articolo continua poi riportando la domanda Durante il travaglio, chi credi sia molto importante avere accanto? cui seguono le risposte espresse in percentuale:

l'88,7% delle donne del Nord, l'84,1% delle donne del Centro e il 73,3% delle donne del Sud Italia sceglie appunto il partner.

Bene, papà! Siete i benvenuti in sala parto! Ma cosa succede durante queste fatidiche ore?

Il travaglio e il parto conducono il futuro papà attraverso un crescendo di emozioni. Dopo l'iniziale euforia che può essere legata al ricovero in ospedale, ogni cosa diviene "misteriosamente" calma e il tempo comincia a scorrere lentamente.

Una miriade di domande inizia ad attraversare la mente: Sono pronto per tutto ciò? Sarò in grado di aiutarla? Andrà tutto bene? Ci saranno complicazioni? Il nostro bambino sarà sano? Avremo un maschio o una femmina?

A queste domande per il futuro papà non è facile trovare risposta, anche perchè, in particolare, l'inizio delle contrazioni regolari può gettarlo in uno stato di grande agitazione. Per un uomo abituato ad agire, le doglie possono essere esasperanti perché è spesso molto difficile persino sapere cosa si può fare: oltre a sostenere la propria moglie durante le contrazioni, rifornirla di cibo e acqua se necessario, e massaggiarla se lo desidera, l'unica cosa che l'uomo può fare è aspettare, focalizzando la propria attenzione sull'evento nascita.

Il compito principale del futuro padre infatti non è quello di fare o di ottenere qualche risultato bensì quello di essere : essere attento ai bisogni della propria compagna, essere fiduciosi in lei e nelle sue competenze, desiderosi di seguire le sue istruzioni e pronti ad aiutarla a rispondere ai segnali emessi dal suo corpo, le contrazioni. Ed è questo il messaggio che a loro va passato da parte degli operatori prenatali: l'importanza speciale del futuro padre è quella di amare sua moglie, avere cura di lei e aiutarla ad avere un travaglio sereno liberando da intrusioni superflue tutto ciò che la circonda. Ciò significa anche prendersi cura della sua privacy e fare a volte da intermediario tra le richieste della donna e le esigenze terapeutiche dell'equipe medica che la segue, nonché prendersi cura delle piccole cose.

Cosa provano i padri durante il travaglio? I più immediati sentimenti che questa esperienza suscita sono sicuramente preoccupazione e compassione per la propria compagna, oltre chè preoccupazione per lo stato di salute del bambino durante il travaglio di parto.

Può manifestarsi però anche un certo risentimento , magari velato, verso lo stesso bambino, che può venir considerato responsabile del dolore della propria compagna: ritornano i sentimenti ambivalenti che avevano caratterizzato l'inizio della gravidanza.

Durante il travaglio, l'attenzione del futuro papà continuerà a spostarsi dalle preoccupazioni relative alla salute di sua moglie al pensiero del bambino in arrivo, all'ansia legata al suo nuovo "ruolo" di aiutante e di padre.

Molti uomini che hanno assistito al parto lo descrivono come uno dei momenti più belli e allo stesso tempo terrorizzanti della loro vita. Attesa, timori e tensione possono crescere fino ad assumere enormi proporzioni eclissando spesso gli impeti di eccitazione legati al desiderio di vedere il bambino atteso così a lungo.

Gli stessi padri possono considerare il proprio ruolo nel parto come una situazione con vantaggi e svantaggi: da un lato ci si sente vicini più che mai alla propria compagna, al proprio figlio e al momento della nascita e dall'altro potrebbe sentirsi vicino anche al dolore e alla turbolenza che questo evento straordinario genera.

Potrebbero, come detto, emergere rabbia e risentimento.

Man mano poi che il travaglio procede, potrebbero profilarsi nuovi interrogativi.

L'uomo potrebbe sentirsi un po' a disagio nelle fasi avanzate del travaglio e potrebbe chiedersi se sarà in grado di alleviare il dolore della sua compagna, se sarà in grado di aiutarla, se riuscirà a resistere alla vista del sangue. Tuttavia è necessario ricordare che:

" Ogni volta che vi sentirete oppressi dai dubbi, ricordate che partecipare al travaglio non è un test per stabilire il vostro livello di abilità nell'aiutare né tanto meno rispecchierà la vostra capacità di amare sia come uomo che come padre ". (J. Heinowitz)

Accanto alle emozioni e alle sconfortanti domande che l'uomo si pone durante il travaglio vi sono dei bisogni relazionali impellenti. Più che ogni altra cosa, ha bisogno di sentirsi importante e utile, di valore e desiderato.

Se i suoi sforzi per rendersi utile non venissero riconosciuti o apprezzati dalla propria moglie o da coloro che le stanno intorno, l'uomo potrebbe sentirsi estromesso dagli eventi del travaglio.

Il travaglio mette in moto tutta una serie di emozioni ineluttabili, in grado di far tremare anche i partecipanti più risoluti.

"Mentre osservate le onde delle contrazioni che vanno e che vengono di fronte ai vostri occhi, e alle vostre orecchie, ricordate che non esiste un partner ideale per partorire. Cercate dunque di essere presenti per quanto potete e lasciate passare tutto il vostro amore. Date il benvenuto a questa esperienza, osservatela, e gioite della gloria della nascita di vostro figlio". (J. Heinowitz)

Vivere travaglio e parto separatamente

Assistere al travaglio e alla nascita del proprio figlio pone un uomo al fianco della sua compagna e dà luce alla sua responsabilità come marito e come padre. Il dramma intenso che ne deriva può risvegliare in lui reazioni insospettabili esponendo così le sue vulnerabilità e i suoi punti di forza così come le sue speranze e le sue paure.

Molti padri che partecipano al parto hanno dei problemi a relazionarsi all'evento. Alcuni restano pietrificati dalla paura, altri prigionieri di un condizionamento negativo riguardo alla paternità. Altri ancora, che consciamente o inconsciamente riaprono vecchi ferite legate a rifiuti, abbandoni o trascuratezze infantili, si avvicinano all'evento nascita con un atteggiamento ambivalente, oppure evitano di parteciparvi del tutto.

Vanno sostenuti anche questi padri nella loro scelta, offrendogli l'opportunità di assistere a questo evento ma non forzandoli a qualcosa che non sentono loro.

E. fondamentale passare il messaggio che il non partecipare al travaglio non è una grave calamità, perché la paternità offre altre infinite opportunità di contatto e legame con la propria moglie e il proprio bambino.

Dott.ssa Silvia Dossi


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