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Home > LA NASCITA> Gravidanza e Parto: una nuova coscienza femminile, un nuovo protagonismo maschile

I tipi di analisi svolti in gravidanza

Un dato importante emerge riguardo ai tipi di analisi svolte dalla donna prima o durante la gravidanza. L’82,5% ha svolto il toxo test, il 78,6% il Rubeo test, l’80,6% il fattore Rh, il 66% l’epatite B e il 65,1% l’HIV. Livelli più bassi, al disotto del 50%, sono quelli relativi a citomegalovirus (44,3%), herpes virus (43,5%) e microcitemia (42,6%) (Tav. 5).

Le donne più giovani si sottopongono meno frequentemente a tutti i tipi di analisi (fino a 24 anni il 69,7% ha svolto il toxo test, il 67,1% il Rubeo test). Anche il titolo di studio ha una grande influenza: ha svolto il toxo test l’88,3% delle laureate e il 56,9% delle donne con licenza elementare, il Rubeo test l’83,2% delle laureate e il 54,6% di quelle con licenza elementare. Le impiegate effettuano più frequentemente analisi in gravidanza, mentre le casalinghe lo fanno meno frequentemente.

Da un punto di vista territoriale si evidenzia un ricorso molto più elevato ai controlli sulla microcitemia nell’Italia insulare (68,3%) dove è più diffuso il fenomeno. Il Sud presenta valori sistematicamente più bassi nei controlli rispetto a tutti gli esami considerati.

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La diagnosi prenatale: informazione e utilizzo

Il 16,9% delle donne non è stato informato da nessuno circa la possibilità della diagnosi prenatale. La proporzione delle donne non informate raggiunge il 24,3% nelle Isole e il 21,3% nel Sud, mentre si abbassa all’11,3 % nel Nord-ovest. L’informazione sulla diagnosi prenatale è maggiore tra le donne con titolo di studio più alto.

La scarsa informazione riguarda il 30,1% delle donne con licenza elementare, il 24,8% delle operaie, il 22,3% delle casalinghe. Le più informate risultano le impiegate; le giovani fino a 24 anni sono le meno informate (29,9%).Al crescere dell’età aumenta l’informazione. Solo il 4,4% delle donne che hanno partorito a 40 anni e più non ha ricevuto informazioni sulla diagnosi prenatale. Il 72,1% delle donne si è sottoposto all’ecografia morfologico-fetale, il 34% al tri-test, il 23,6% all’amniocentesi, il 19,8% al dosaggio dell’alfafetoproteina, il 5,8% al prelievo dei villi coriali.

Le donne in età più avanzata ricorrono più frequentemente all'amniocentesi e al prelievo dei villi coriali, mentre il tri-test è più utilizzato dalle 30-34enni (Tav. 6).

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