Home > LA NASCITA> Gravidanza e Parto: una nuova coscienza femminile, un nuovo protagonismo maschile
Complessivamente il 63,3 % delle partorienti non è stato sottoposto a nessun tipo di anestesia. Nel 10% dei casi l’anestesia è stata locale, nel 16% generale e nel 10,6% epidurale: quest’ultima viene maggiormente utilizzata per le ultraquarantenni (15,3%) e per le 35-39enni (16,5%). Si fa maggior ricorso all’epidurale nell’Italia centrale (14,8%) e settentrionale (Nord-ovest 10,6% e Nord-est 12,1%), mentre al Sud è più praticata l’anestesia generale (20,9%).
Inoltre, il ricorso all'epidurale è risultato più frequente per le laureate (14,7%) e per le donne dirigenti, imprenditrici e libere professioniste (19,9%) La maggior parte dei parti cesarei è avvenuta sotto anestesia generale nel 55,4% dei casi, epidurale nel 44,6% e locale nel 17,1%. Soltanto per l'11,2% dei parti spontanei è stata fatta l’anestesia; il 7,2% locale, il 3,7% epidurale.
Si sceglie la posizione durante il parto?
Secondo alcune ricerche la posizione sul lettino ostetrico non sempre è indicata per facilitare il parto naturale. I metodi più usati in alternativa alla posizione tradizionale sono la sedia ostetrica, la posizione accovacciata, in acqua o su un fianco. Nel caso del parto spontaneo, solo il 26,3% delle donne ha potuto decidere autonomamente la posizione in cui partorire, ciò indipendentemente dall’età della partoriente (Tav. 14).
Si sceglie di più in Piemonte (57,8% dei casi), in Trentino Alto Adige (50%), in Emilia Romagna(48,6%) e in Toscana (36,8%). Nel Sud è quasi impossibile scegliere; solo un esiguo 11% dichiara di aver avuto tale possibilità; tale percentuale è lievemente più alta nelle Isole (16,7%). Ancora una volta, sono le donne laureate (39,4%) a scegliere più frequentemente e quelle con titolo di studio più basso di meno (24,8% delle donne con licenza media e 11,1% di quelle con licenza elementare).
Inoltre, le donne che seguono i corsi di preparazione al parto decidono più di frequente la posizione in cui partorire (38,2% contro il 20,4% che non hanno seguito corsi); le stesse che, probabilmente per il loro maggiore livello di istruzione, la maggiore informazione e coscienza sulle dinamiche del parto, sono in grado di meglio manifestare ai medici le loro esigenze e, in qualche modo, di ottenerne il rispetto. Nell’87,9 % dei casi il parto è avvenuto sul tradizionale lettino ostetrico, nell’8,6% sulla sedia ostetrica, nell’1,3% accovacciata, nello 0,6% in acqua, nello 0,2% dei casi su un fianco e nell'1,4% in altra posizione.
Solo il 12,1% delle donne partorisce, quindi, in posizioni diverse da quelle tradizionali, una conferma in più della scarsa apertura delle strutture sanitarie nei confronti di tecniche diverse da quelle tradizionali. Sulla sedia ostetrica hanno partorito circa 150mila donne; l’utilizzo di questa tecnica è più diffuso nell’ Italia Nord orientale, dove il 10,5% delle donne vi ha fatto ricorso.