Home > LA NASCITA> Gravidanza e Parto: una nuova coscienza femminile, un nuovo protagonismo maschile
Quale medico ha seguito la gravidanza
Il 99% delle donne che hanno avuto figli negli ultimi cinque anni sono state seguite da un operatore sanitario durante la gravidanza. Un dato elevato come negli altri paesi dell’Europa occidentale. La figura professionale preferita dalle donne è quella del ginecologo privato che lavora in una struttura pubblica (49,9%), segue il ginecologo privato (31,1%) e quello che lavora unicamente in una struttura pubblica (15,7%).
E’ stato seguito principalmente da un’ostetrica l’0,8% delle donne. Le donne del Nord-est si rivolgono di più al ginecologo che lavora a tempo pieno nella struttura pubblica (27%) e a ginecologi privati che lavorano nel pubblico (51,1%). E’ nel Sud e nelle Isole, invece, che emerge il ricorso maggiore a ginecologi privati (39,3% e 35,9%) e così anche tra le donne dirigenti, imprenditrici e libere professioniste (36,6%) (Tav. 3). Il 25,3% delle donne si è rivolta ad una ginecologa. Questo tipo di scelta avviene più nel Nord-est e nel Centro del paese (31,3% e 33,1%) e meno nel Sud (18,2%), anche in conseguenza della presenza di ginecologhe nelle diverse aree del paese.
L’assistenza prenatale: la prima visita medica, la prima ecografia
Nonostante non esista ancora un protocollo universale a cui fare riferimento è normalmente considerato importante avviare controlli entro i primi tre mesi della gravidanza. La durata media e mediana della gravidanza alla prima visita è pari al secondo mese (Tav. 4). Soltanto lo 0,4% delle donne non ha effettuato visite durante tutto il periodo della gravidanza; il 23,9% ha effettuato la prima visita al primo mese, il 43,3% al secondo, il 25,7% al terzo; solo il 6% dopo il terzo mese.
I controlli prenatali tardivi o assenti sono solitamente associati ad una bassa età della donna e ad un suo basso livello di istruzione e di status socio economico. In effetti, il 13,2% delle donne con meno di 24 anni ha effettuato visite mediche solo dopo il terzo mese e il 15% di quelle con licenza elementare. Il valore mediano della prima ecografia è pari al terzo mese. Il 12,9% delle donne hanno effettuato l’ecografia il primo mese, il 30,1% il secondo mese, il 41,7% il terzo mese. Sono sempre le donne più giovani e con titolo di studio più basso a fare ecografie più tardivamente.
Il numero di visite, ecografie e analisi del sangue: un eccesso di medicalizzazione?
Il numero medio di visite mediche durante la gravidanza è stato pari a 6,9, più alto tra le laureate (7,6) e più basso tra le donne con licenza elementare (5,8). Il 53,9% delle donne ha fatto 7 o più visite. Le donne che si rivolgono a ginecologi che lavorano solo in strutture pubbliche fanno meno visite delle altre. Il numero medio di ecografie è stato 5,2 (Tav. 4). Una donna su quattro ne ha fatte addirittura 7 o più.
Anche in questo caso sono le donne seguite da ginecologi in strutture pubbliche a farne di meno, mentre quelle seguite da ginecologi privati ne fanno di più. Se si considerano le analisi del sangue emerge che il 75,2% delle donne ne ha fatte 4 o più. Le punte più alte sono raggiunte nell’Italia centrale (86,5%) e nell’Italia insulare (81,4%). Da questi dati sembra emergere una forte medicalizzazione della gravidanza e sovrautilizzazione delle prestazioni diagnostiche.
Il dato è elevato non solo per le donne in età avanzata e che hanno avuto gravidanze difficili, ma anche per coloro che hanno vissuto una gravidanza fisiologica. Infatti, chi ha avuto minaccia di parto pretermine ha fatto, in media, una visita in più (7,8 contro 6,8) e così chi ha avuto minacce d’aborto (7,6 contro 6,8). Per il numero medio di ecografie il dato più elevato emerge nel Sud e nelle Isole (rispettivamente 5,5 e 5,8), mentre nel Nord-ovest si osserva il più alto numero medio di visite (7,4).