Home > LA NASCITA> Gravidanza e Parto: una nuova coscienza femminile, un nuovo protagonismo maschile
Il 56,1% delle donne che hanno partorito negli ultimi cinque anni, svolgeva un’attività lavorativa prima della gravidanza: di queste, il 44% ha smesso di lavorare entro il sesto mese, il 38,7% lo ha fatto al settimo mese, il 10,2% all’ottavo e il 7% al nono mese. Il 23,6% delle donne che lavorava, pari a 323mila unità, svolgeva mansioni pesanti o nocive; tale percentuale sale al 33,3% nel Nord-est e al 26,3% nel Nord-ovest: le donne addette a queste mansioni erano nella metà dei casi fornite di titolo di studio elementare o medio. Tre quarti di queste donne addette a mansioni pesanti o nocive non ha modificato il tipo di lavoro in relazione alla gravidanza: si tratta in particolare di braccianti, operaie, commesse, infermiere, cameriere.
Si partorisce nelle strutture pubbliche
Ben il 92,4% delle donne italiane che hanno partorito negli ultimi cinque anni ha portato regolarmente a termine la gravidanza e ha partorito al nono mese, meno dell'1% ha partorito al settimo mese, a dimostrazione dell'efficacia dei controlli avvenuti durante la gravidanza. La maggior parte delle donne italiane, l’88,9%, partorisce in una struttura pubblica; seguono, a grande distanza, le strutture private accreditate (6%) e quelle private (4,8%).
Soltanto lo 0,3% ha partorito in casa. Il ricorso alla struttura pubblica è maggiore al Nord e al Centro – nel Nord Est raggiunge il 95,2% - e molto più basso nell’Italia Meridionale (80,7%): il ricorso all’assistenza sanitaria privata per il parto è maggiore al Sud per la minor offerta di strutture ospedaliere pubbliche sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo (Tav. 10). La scelta del tipo di struttura ospedaliera in cui partorire non è influenzata dal titolo di studio ma lo è moltissimo dalla condizione sociale e professionale della partoriente: se ben l’11,2% delle dirigenti, imprenditrici e libere professioniste partorisce in una struttura del tutto privata, vi fa ricorso solo l’1,9% delle operaie e il 5% delle casalinghe.
Troppi parti cesarei
Negli ultimi cinque anni precedenti l’intervista i parti sono stati spontanei nel 69,4% dei casi, cesarei nel 28,6%, con l’uso della ventosa nel 1,5% e del forcipe nello 0,4%. Colpisce il dato dell’elevato ricorso al taglio cesareo, passato dall'11,2% del 1980 al 27,9% del 1996 secondo le statistiche demografiche.
L’indagine Istat che qui si presenta consente una stima relativa alla media degli ultimi cinque anni e rileva una quota di tagli cesarei decisamente molto elevata, superiore di oltre 13 punti percentuali alla quota massima del 15% di cesarei fissata nel 1985 dal WHO1 Il ricorso al cesareo è maggiore al Sud con punte del 35% nell’Italia meridionale e del 38% nell’Italia insulare. La Calabria (41,4%) , la Sicilia (39,9%) e la Campania (39,3%) raggiungono i livelli più alti; le regioni del Nord, Trentino Alto Adige in testa, presentano le percentuali più basse (Tav. 11).
L’elevarsi dell’età media della madre non giustifica l’alto numero di parti cesarei. Infatti, tra le donne che hanno partorito tra i 25 e 29 anni, i cesarei raggiungono il 26,7% e tra quelle tra 30 e 34 anni il 28,7%; percentuali, comunque, di molto superiori al 15% raccomandato dall’OMS (Tav. 12).
L’alto livello di parti cesarei è da mettere in relazione con un’eccessiva medicalizzazione della gravidanza che già emerge, come si è visto, dai risultati sul numero di visite ed accertamenti diagnostici in gravidanza. La percentuale di cesarei che viene praticata nelle strutture private raggiunge il 50%, quasi il doppio di ciò che avviene nelle strutture pubbliche che pure presentano livelli elevati (27,3%) o in quelle private accreditate (30,6%) (Tav. 13).
I corsi di preparazione al parto rappresentano un fattore di protezione rispetto al taglio cesareo anche perché permettono alle donne di crescere in consapevolezza. Infatti, il 22,7% delle donne che hanno frequentato un corso di preparazione al parto ha fatto un parto cesareo rispetto al 31,2% che non ha partecipato ad alcun corso di preparazione. Un ulteriore elemento su cui riflettere riguarda il travaglio. Le donne hanno avuto il travaglio nel 74,4% dei casi.Tra coloro che hanno avuto il travaglio lo hanno avuto indotto il 28% delle donne (il 20,4% delle quali con farmaci locali o generali, il 6% con amniorexis e l’1,7% da altro).