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Igiene del neonato

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Cosa fare per l'igiene e la cura del tralcio del cordone ombelicale?

Il bambino è naturalmente dotato di meccanismi di difesa immunitaria e di anticorpi per adattarsi rapidamente all'ambiente esterno e per raggiungere così un delicato equilibrio tra poteri di difesa interni e microrganismi dell'ambiente. Proprio per l'impatto che il neonato ha con l'ambiente, il genitore si è sempre preoccupato di ridurre i rischi dell'infezione adottando norme igieniche di protezione per salvaguardare la salute del neonato. Anche se negli anni c'è stato un graduale e costante miglioramento delle misure di garanzia d'igiene e sicurezza ambientale che ha contribuito alla riduzione del rischio di infezioni nei neonati, tutto ciò non dispensa comunque i genitori dal seguire alcune regole fondamentali d'igiene.

Quali precauzioni generali è necessario prendere?

La trasmissione di microrganismi responsabili delle infezioni neonatali, successive ai primissimi giorni di vita, avviene per lo più attraverso le mani, il respiro e il contatto di corpi estranei con la pelle o le mucose del piccolo. In questo contesto, rivestono notevole importanza delle semplici regole d'igiene:

  • un'accurata detersione delle mani che dovrà precedere qualsiasi accudimento diretto del bambino
  • l'eventuale uso da parte dell'adulto di mascherine sterili a protezione della bocca e delle narici è opportuno per evitare il passaggio attraverso il respiro di micro-organismi diretti sul neonato, in caso di infezioni delle vie respiratorie del genitore o di chi accudisce direttamente il neonato al momento della poppata, del cambio di pannolino, del coccolamento. La mascherina va rimossa non appena cessi il contatto diretto con il neonato
  • la protezione del tralcio del cordone ombelicale allo scopo di impedirne contaminazione e l'infezione che può far seguito.

 

Cosa fare per l'igiene e la cura del tralcio del cordone ombelicale?

Nei primi giorni dopo la nascita, le cure date al neonato prevedono sia l'accurata detersione del tralcio del cordone ombelicale, sia la protezione di questo da fonti di possibili infezioni. Molto importante è anche cercare di favorire il rapido essiccamento del tralcio così da facilitarne la caduta. Queste attenzioni coinvolgono direttamente i genitori che, dopo la dimissione della mamma e del neonato, dovranno prendersi particolare cura del tralcio ombelicale per alcuni giorni.

Consigli pratici A seconda delle condizioni ambientali (temperatura, umidità, ecc.) e dell'eventuale contatto con le urine del bimbo o con altre fonti di umidità, i tempi dell'essiccamento variano. Per favorirlo si possono adottare diverse tecniche e, anche in base alle esperienze locali, le metodiche qui proposte sono varie:

  • se le condizioni igienico-ambientali sono buone, l'essiccamento può essere favorito dell'esposizione all'aria, avvolgendo il tralcio solo in garze sterili protettive;
  • il tralcio ombelicale può anche essere oggetto di medicazioni, 2-3 volte al dì, con soluzioni antisettiche specifiche;
  • alcuni punti nascita utilizzano e consigliano l'applicazione più volte al dì, senza mai esagerare, di alcol etilico a basso volume (60°-70°), non tanto per la sua modesta azione antisettica, quanto piuttosto per l'effetto essiccante che deriva dalla sua evaporazione;
  • si possono anche utilizzare medicamenti antisettici in polvere;
  • più recentemente è stata adottata l'applicazione di zucchero salicilato (97% di zucchero a velo e 3% di acido salicilico in polvere, con effetto antisettico), cosparso quotidianamente fino a ottenere il distacco del cordone.

Ricordate : il mancato distacco del tralcio del cordone ombelicale, talora anche dopo 15-20 giorni, o la presenza d'infezioni ombelicali o peri-ombelicali richiedono l'intervento e le cure di personale sanitario specializzato.

Come lavare e detergere il bambino?

Dopo la dimissione, soprattutto dopo il distacco definitivo del cordone ombelicale - che comunque non costituisce di per se stesso un ostacolo all'immersione del bambino in acqua - il piccolo può fare il bagnetto a seconda delle scelte dei genitori, delle loro attitudini e motivazioni di varia natura. Lo scopo del bagno, al di là dei bisogni di pulizia, è anche quello di attivare la circolazione sanguigna della pelle e la traspirazione. Così, dopo il bagnetto, non è assolutamente indispensabile applicare creme o latte idratante sulla pelle del bambino. Può invece essere molto utile l'applicazione di una pasta/crema sul sederino per proteggerlo da qualsiasi irritazione da urine e feci.
È invece sicuramente pericoloso l'uso del borotalco - in alcuni paesi è chiaramente indicata sulle confezioni la sua pericolosità nella prima infanzia - in quanto può essere inalato dal bambino se cosparso in quantità cospicua sul torace e sugli arti superiori o, peggio, aspirato direttamente dal contenitore, se il piccolo lo utilizza per gioco.
L'alternativa al bagno è costituita dall'uso di spugnature con acqua a temperatura adeguata, almeno nei primi giorni dopo la nascita. L'acqua e il sapone possono essere sostituiti da latte detergente o da altri prodotti dell'ampia gamma di offerte destinate a queste età. Se, infatti, si nota che il bambino vive il bagnetto come un momento di tensione o di disagio, in tal caso è meglio diradarne la frequenza, detergendolo in modo adeguato ma evitando o limitando la fase d'immersione.

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Fonte: opuscolo "Quando nasce un bambino" (sezione a cura del Prof. Franco Macagno - SIN - Società Italiana di Neonatologia)

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