Glossario PIA-PID
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Pianificazione familiare(family planning): Lo sforzo conscio della coppia per regolare il numero e l’intervallo delle nascite attraverso metodi artificiali e naturali di contraccezione. La pianificazione familiare è connotata dal controllo del concepimento per evitare gravidanze e aborti, ma include anche gli sforzi per la ricerca di una gravidanza.
Piastrinopenie: Si definisce piastrinopenica una donna che in gravidanza ha una conta piastrinica < 100000 (fuori gravidanza < 150000).
Porpora Trombocitopenica Autoimmune (ITP): la diagnosi è data dalla presenza di anticorpi anti piastrine.
Se ne distinguono 2 tipi: ITP cronica ed ITP gestazionale.
Il rischio di piastrinopenia fetale è maggiore per le ITP croniche e per le donne splenectomizzate.
Protocollo terapeutico in gravidanza: prednisone 1 mg/Kg/di. In caso di risposta, viene ridotta la dose a 5-40 mg/die. In caso di non risposta, si somministrano immunoglobuline 0.4 mg/Kg/die per 5 giorni. In caso di non risposta a questo trattamento, si somministrano immunoglobuline 0.4 mg/Kg/die per 5 giorni + metilprednisone 1 gr/ev (pulse). In caso di non risposta a quest’ultimo trattamento, la donna viene splenectomizzata.
La decisione sulla modalità del parto viene presa valutando il numero di piastrine materne, il numero di piastrine fetali (studiato tramite la ), la presenza di una ITP cronica o incidentale, l’eventuale splenectomia.
Sindrome HELLP: si associa a preeclampsia ed è caratterizzata da anemia emolitica, aumento delle transaminasi e conta
piastrinica < 100000.
Sindrome di Moscowitz o porpora trombotico trombocitopenica: è caratterizzata da febbre, piastrinopenia, anemia emolitica, sintomi a carico del sistema nervoso centrale.
Sindrome di Gasser o sindrome uremico emolitica: è caratterizzata da anemia emolitica, nefropatia acuta, piastrinopenia.
Piccole labbra: Pieghe di tessuto più interne della vulva.
PID: Con questo termine si indica un'infezione degli organi pelvici in una donna in età fertile.
Il termine comprende forme a decorso acuto con quadro clinico di addome acuto ginecologico, febbre, dolori; forme a decorso subacuto, cronico o ricorrente spesso paucisintomatiche.
Il costume sessuale influenza l’epidemiologia di questa malattia che è più frequente nelle donne al di sotto dei 25 anni sessualmente attive.
Generalmente la trasmissione della malattia avviene per via ascendente, dalla vagina, al canale cervicale, all’utero e alle tube; raramente avviene per via ematogena e linfatica.
I fattori di rischio sono: l’uso di IUD nelle nullipare, le manovre diagnostiche quali isteroscopia, isterosalpingografia, le manovre terapeutiche quali il curettage, le manovre abortive quali la revisione della cavità uterina.
Invece l’uso della sembra avere effetto protettivo.
Dall’entità della reazione infiammatoria dipende il decorso della malattia (acuto, subacuto o cronico).
I microrganismi responsabili sono molteplici e sono identificabili mediante i prelievi di liquido peritoneale e degli essudati
tubarici eseguiti durante la laparoscopia.
La sintomatologia è polimorfa, variabile da paziente a paziente. Il sintomo più costante è il dolore in sede addomino-pelvica.
Altri sintomi sono: la febbre, la leucoxantorrea, la , i disturbi urinari.
Gli esami di laboratorio mettono in evidenza l’aumento della VES e la leucocitosi. L’esame clinico mostra una tumescenza annessiale.
La laparoscopia nelle forme acute mette in evidenza tube edematose ed iperemiche.
La gravità può variare dall’endosalpingite al piosalpinge, all’ascesso tubo ovarico. Nelle forme subacute e croniche il quadro laparoscopico è variabile: dall’idrosalpinge alle perisalpingiti con aderenze peritubariche alle endosalpingiti con banderelle aderenziali tra una plica e l’altra che sepimentano il lume tubarico fino alla conglutinazione delle fimbrie.
E’ indispensabile una diagnosi tempestiva ed una adeguata terapia antibiotica anche nelle forme subdole per evitare le conseguenze a lungo termine della malattia cronica rappresentate dalla sterilità e dalla elevata incidenza di gravidanze
extrauterine.
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