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Glossario MAC-MAL

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Monitoraggio cardiaco fetale:


La cardiotocografia è una metodica atraumatica, di facile impiego, che mediante la registrazione, l’analisi e la correlazione di due segnali quali la frequenza cardiaca fetale e la contrazione uterina, offre informazioni utili sullo stato di ossigenazione fetale, permettendo di rilevare, in gravidanza ed
in travaglio di parto, condizioni di sofferenza fetale.

La frequenza cardiaca fetale (FCF) è compresa tra 120 e 160 battiti per minuto (bpm).
In presenza di una tachicardia grave (FCF è >180 bpm) si deve sospettare un tentativo fetale di compenso in una situazione di ipossia.

Comunque la tachicardia fetale può essere provocata anche da iperpiressia materna, uso di farmaci betamimetici, simpaticomimetici, atropina o da eccessiva motilità fetale.
La variabilità della FCF (misurata dall’ampiezza dell’oscillazione nell’unità di tempo) caratterizza i vari tipi di ritmo.

Si parla di tracciato di tipo A in presenza di una variabilità tra 5 e 10; può essere indicativo di moderata ipossia, se protratto per lungo tempo in assenza di accelerazioni.

Il tracciato di tipo B presenta variabilità tra 10 e 25, con presenza di movimenti fetali e accelerazioni.

Il tracciato di tipo C presenta una variabilità tra 10 e 25 ma assenza di movimenti fetali.

Il tracciato di tipo D (ritmo saltatorio) con variabilità superiore a 25 esprime uno stato di esagerata reattività fetale in uno stato di buona ossigenazione fetale.

Il ritmo sinusoidale si trova nei feti gravemente anemici come nell’ ed in tutte le condizioni di grave compromissione fetale. Il ritmo silente presenta una variabilità inferiore a 5; è espressione di ipossia cronica ed in associazione a decelerazioni o a bradicardia ha significato infausto. Ma può essere anche espressione di quiete fetale, se presenta durata < 20 minuti.

Le accelerazioni (incrementi transitori della FCF di almeno 15 bpm e per almeno 15 secondi) sono espressione di buona reattività fetale. Le decelerazioni (diminuzioni della FCF di breve durata, periodiche o sporadiche) si distinguono a seconda del loro rapporto con la contrazione in:

- precoci: sincrone con la contrazione, prodotte da una compressione della testa fetale sulle ossa del bacino con un’attivazione vagale;

- variabili: a morfologia variabile, con rapporti variabili con la contrazione. Vengono prodotte da una compressione funicolare e si distinguono in lievi, moderate e gravi a seconda della perdita della FCF e della durata della decelerazione. Le variabili atipiche sono associate a reperti che possono aggravare il significato prognostico;

- tardive: insorgono tardivamente rispetto all’inizio della contrazione e sono associate a condizioni di grave sofferenza fetale.


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